Panico in Piazza S.Carlo, il racconto di Michele

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Articolo pubblicato il 18/06/2017 alle ore 16:29.
Panico in Piazza S.Carlo, il racconto di Michele 4
Panico in Piazza S.Carlo, il racconto di Michele 4

Attimi di panico durati un’eternità resi insopportbili dall’incomprensione di quanto stava accadendo e fomentati dalla peggiore delle ipotesi: l’ennesimo attentato terroristico, per la prima volta in Italia.

Fortunatamente solo un falso allarme, ma il prezzo in termini di feriti non è stato indifferente. Tra le numerose testimonianze bresciane di quanto accaduto sabato sera in piazza San Carlo a Torino anche quella del giovane Michele Mattinzoli, 24enne carpenedolese che con gli amici si trovava in piazza per godersi la partita finale della Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Una serata come un’altra, resa speciale dalla possibilità che l’ambita coppa vestisse il tricolore e conclusasi con un pesante bilancio: 1527 feriti, tra cui 7 gravi. “Era il 70esimo della partita - ha raccontato Michele, che si trovava proprio al centro della piazza - quando all’improvviso ho visto la folla davanti a noi, un gruppo di 50-60 persone, iniziare a correre nella direzione opposta alla nostra e nel giro di pochi minuti sono stato travolto. Avevo cinque persone sulla schiena, alcune sulla caviglia al che, slacciata una scarpa, ho cercato di allontanarmi il più possibile”. Nemmeno il tempo di metabolizzare la situazione, bisognava correre e allontnarsi il più possibile.

“L’uomo non è razionale in questo momento e tutto è stato peggiorato dall’allarmismo diffuso. Ho sentito dei ragazzi che dicevano fosse scoppiata una bomba”. La piazza, sigillata proprio per minimizzare il rischio di attentati si è trasformata in una trappola. La folla cercava di riversarsi verso l’unica via d’accesso possibile, scavalcando persone e cose attorno nel tentativo di salvarsi da una minaccia invisibile. “Nonostante non avessi sentito nessun rumore riconducibile ad un’esplosione anche io pensavo fosse successo qualcosa, che in qualche modo una minaccia fosse riuscita ad entrare nella piazza e ho subito pensato di portarmi nel punto più alto possibile, sul Monumento di Vittorio Emanuele II, per capire cosa stesse succedendo”. “ Sono stati cinque minuti di puro delirio, attorno ame tante persone, le une sulle altre, anche alcuni miei amici sono finiti calpestati e uno di questi si è rotto un’anca. Io fortunatamente ho riportato solo qualche graffio sulla gamba a causa dei vetri rotti”.

Dal momento di euforia dato dalla partita non restava che una piazza ricoperta di sangue e frammenti di vetro ovunque. Nonostante ci fossero delle linee guida per il divieto di vendita di bibite in vetro, infatti, queste venivano vendute nel bel mezzo della piazza da ambulanti con casse di circa un metro piene di ghiaccio, sotto gli occhi delle autorità. Proprio queste, a conti fatti, hanno contributo in modo determinante all’aumentare del numero di feriti.

“Senza dubbio tutti sapevano della vendita di birre e bibite, non era certo la prima volta - ha continuato Michele, che anche due anni fa aveva raggiunto la piazza gremita per la finale tra Juventus e Barcellona - Alcuni amici che erano rimasti all’ingresso della piazza, sulla sinistra, in un bar mi hanno detto di aver sentito dei rumori come se fosse caduto qualcosa di molto pesante e subito dopo di aver visto la gente scappare. Inizialmente hanno pensato a degli spari, ma ci sono diverse versioni contrastanti per il momento. A noi le autorità hanno parlato della caduta di una specie di ringhiera in acciaio, che rimbombando, ha dato l’impressione di una bomba”.

Nel giro di quindici minuti dall’allarme iniziale la macchina dei soccorsi si era messa al lavoro: la piazza è stata blindata, almeno una cinquantina le ambulanze accorse insieme alle forze dell’ordine, squadre speciali e vigili del fuoco. “Capito che si trattava di un falso allarme abbiamo inziato ad aiutare le molte persone che si trovavano in difficoltà, alcune avevano perso i loro effetti personali o gli erano stati rubati e non sapevano come rintracciare amici e familiari”.

Tags: panico,piazza san carlo,Torino,sabato sera,partita

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