Per Berry la malattia non è mai stato un limite

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Articolo pubblicato il 17/06/2017 alle ore 10:29.
Per Berry la malattia non è mai stato un limite 4
Per Berry la malattia non è mai stato un limite 4

Un grande sorriso e tanto coraggio sono elementi indispensabili per affrontare al meglio la quotidianità, e la giovane Stefania Berra, soprannominata “Berry”, li ha dovuti scoprire subito, poco dopo la nascita.

La trentottenne asolana infatti, molto conosciuta sul territorio visto il suo impegno nel volontariato e l’attuale lavoro all’interno del Municipio come collaboratrice d’archivio, non manca mai di salutare tutti con un caloroso sorriso.

Ma in pochi sanno che la ragazza che sprigiona così tanta allegria ha in realtà sofferto molto. A seguito di problemi di salute non riconosciuti durante i primi mesi di vita, in particolare quello al cuore, e un susseguirsi di altre operazioni hanno portato Stefania e la sua famiglia a reinventarsi un nuovo modo di vivere fondato su tanta forza nell’unione, nell’affetto e speranza nella medicina, ma anche e soprattutto in una società che potesse offrire alla ragazza un futuro pari a quello dei suoi coetanei.

Una lavoro lungo tutta una vita, una famiglia e degli amici sempre presenti, ma anche tanto spirito d’iniziativa e autostima hanno permesso alla ragazza di prendere la patente, di diplomarsi all’Istituto Bonsignori di Remedello, ti provare molte esperienze lavorative, anche se non sempre inclini alle sue possibilità fisiche.

“Berry” è una persona che non si tira mai indietro, da lei un “ciao bellissima” te lo puoi aspettare in qualsiasi ora della giornata, anche per due o tre volte, una “yes woman”, una donna che non ha mai sopportato il termine compassione, empatica al punto da vedere, comprendere e conoscere la differenza tra come lei è adesso, in salute, amata, fortunata e come invece sono i suoi adorati nonnini della Casa di Riposo, che la conoscorno ormai da più di un ventennio e in lei vedono una figura in cui aver fiducia. “Non avrei mai voluto tenerla sotto una campana di vetro - racconta la madre, Caterina Este - c’è voluta tanta forza ma l’amore per un figlio va oltre ogni difficoltà. Io e mio marito abbiamo sempre creduto nelle sue capacità e dopo il diploma, la massima felicità è arrivata con la patente e la scelta della prima macchina”.

“Ma come mai una bella ragazza come te non ha il fidanzato? Chi ti sposerà sarà un uomo fortunato” queste sono le parole che si sente dire spesso dagli anziani che usufruiscono ogni giorno dei servizi del Centro nel quale la giovane svolge attività di volontariato dopo il lavoro in comune. “Loro mi conoscono da molto tempo e abbiamo un ottimo rapporto - puntualizza Stefania - in entrambe le mie opere di volontariato bisogna avere pazienza, amore, rispetto e solarità anche quando è una giornata no.

Quando sono in oratorio, martedì, giovedì e domenica, mi sento una bambina tra i bambini. Sono cresciuta in questo ambiente, prima da animata e poi da animatrice. Li amo ma cerco di educarli anche con qualche no che aiuta a crescere”. Ogni volta la ragazza torna a casa stanca, provata, con gli arti che “frizzano”, come li descrive lei, ma piena di emozioni e soddisfazioni, e la mattina arriva presto, il sole sorge e un altro giorno è pronto per essere vissuto con la positività che da sempre la contraddistingue.

 

Tags: malattia,stefania berra,simpatia,forza,coraggio

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